Sono qui solo per narrarvi la storia di duelli causati da amori, e d’amori nati da duelli… amore e guerra. voi quale di questi preferite!?
Correva il 14° giorno - 6° mese - 1° anno… Ero lì dove prima vi era la Foce della Lài, e dove adesso dopo il cataclisma vi è la Piazza del Portale se non erro, ma tralasciando gli aspetti geografici del Gran Ducato inizio il mio racconto.
Era una giornata di sole, i raggi illuminavano tutto il loco, che come sempre era pieno di gente festante, di nani, mezzielfi, umani, angeli, fate, elfi e i loro eterni nemici, i drow. Vi era un chiacchiericcio generale di gente, d’urla di gioia, di voli d’angeli e di una brezza leggera che sfiorava i visi, le vesti e le chiome di tutti…
Poco distante da tutto questo, sulla collina distante qualche passo dal piacevole rumore della gente, e dallo splendido suono che le acque facevano risuonare nell’aere, vi erano una giovane Elfa e il suo amante. Erano seduti abbracciati sotto il salice che li riparava dal sole, entrambi sognanti negli occhi dell’altro. Le loro mani s’intrecciavano. L’elfo passava delicatamente la mano libera sul volto della lady, spostandogli dolcemente i lunghi capelli argentei dietro le orecchie elifiche, si avvicinò piano al suo volto e con le dolci labbra sfiorò le sue… io due amanti si stringevano in un abbraccio e con un mielato bacio si scambiarono quasi le anime… l’elfo decantava alla sua donna parole dolci e di rispetto… il vento li avvolgeva ed entrambi, parlavano di come sarebbe stato il loro futuro…
Ma ad un tratto tutta la magia che girava intorno al loro amore, vene disgustosamente spezzata da un commento di un drow verso la fanciulla. Il cavigliere che era accanto all’Elfa, comincia il suo inutile tentativo di cerca di allontanare il drow con gentili parole. Ma tutto questo non bastò. Il drow smontò allora dal suo destriero avvicinandosi ancora di più ai due, afferrando poi per un braccio la lady che quasi impotente nei confronti del possente drow rimase immobile.
Fu cosi che l’elfo per onore e per amore, minaccio il drow di ucciderlo se non avesse lasciato la lady. Il drow fu allora come invitato a mozze da tale minaccia, allontanò l’Elfa spingendola per terra e facendole del male. Il drow mise mano sotto il suo mantello e afferrando con decisione l’elsa della sua bastarda la sfoderò e puntò con decisione verso il corpo dell’elfo, che con agilità anch’egli sfoderò la sua scimitarra e la poggiò lesto contro la bastarda del drow.
I due valorosi guerrieri cominciano a combattere con estrema tenacia. L’abilità dell’elfo come si sa è superiore a quella di un drow. Il drow scagliò il primo attacco al fianco destro dell’elfo e avvedendosi di tale iniziativa, riuscì con scatto fulmino a parere il colpo e subito ad attaccare portando un colpo allo stesso fianco destro del drow, ma anch’egli riuscì ad evitare la sciabola s’infilasse nella carne provocandogli forse una ferita non di poca entità. La povera Elfa stesa sul terreno era inerme e il suo dolce volto era rigato dalle lacrime, di certo versate per il suo amante. Gli gridava a squarcia gola °°Stà attento amore mio°° e ad ogni attacco del drow un sussulto faceva vibrare il suo corpo.
Il combattimento fu duro e aspro, i colpi di spada e di sciabola si susseguivano incessantemente. Quando ad un tratto il drow fu cosi vicino all’elfo che con un colpo di bastarda la fece radere al suolo. L’elfo allora sentì il colpo infertogli e urlò dal dolore. Ma non si arrese, si rialzò a fatica con un braccio sanguinante. Egli però raccolse le forze.. afferrò la scimitarra con entrambe le mani, tirò fuori un urlo di battaglia e si diresse verso il drow con decisione. Ma tutto questo non servì. Il drow riuscì a parare il colpo che era diretto proprio al sua collo, e furtivo lascio con una mano la bastarda e prese dalla cintura un pugnale che infilò dritto nel corpo dell’elfo. L’elfo rimase pietrificato, i suoi occhi quasi uscivano fuori delle orbite.. lasciò cadere la scimitarra al suolo.. indietreggiò di qualche passo e poi cadde a terra. Il drow cominciò a sghignazzare dicendo °° questo è ciò che meriti°°, indi ripose la bastarda nel fodero, si avvicinò al corpo dell’elfo estrasse il pugnale, lo ripulì dal sangue e ripose anch’esso, poi rimontò in sella al suo destriero e ridendo andò via.
L’Elfa assistette a tutta la scena, e al colpo mortale si coprì il volto e cominciò a piangere ancor di più. si avvicino al corpo sanguinante del proprio amato.. e si sdraiò su di lui.. appena l’elfo riuscì a pronunciare delle parole prima di spirare °°Ti amo amore mio°° con queste parole chiuse gli occhi e il suo corpo non diede più segni di vita. L’Elfa rimase per ore lì a piangere e a gridare quanto anche lei lo amasse, ma tutto ciò era inutile….non poteva più sentirla.