tante volte mi sono voltata indietro per i ricordi di un passato mai dimenticato.. di un passato sempre sognato.. di un passato che mi ha reso ciò che sono.. e di questo sono contenta di questo sono felice.. di questo mi rendo conto che vivo.. adesso ho un libro di medicina tra le mani e mi rendo conto di quanta strada ho fatto, di quante avventure ho vissuto in una piccola città grande come il mare.. di quante volte ho pianto pensando di non potercela fare.. di quante volte sono rimasta sdraiata al sole nel più bello dei giardini di Bologna... eppure non mi sono ancora fermata del tutto continuo a camminare sorridendo.. ritrovando e riscoprendo.. abbandonando amicizie finite per un motivo banale.. coltivando le vecchie che sempre saranno presenti...
adesso credo di nuovo di potercela finalmente fare.. e devo stringere i denti per andare...
Scritto da vivipecorella85 alle 12:53 per la categoria pensieri
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REGOLAMENTO:
1)inserire l'immagine del premio ;)
2) indicare da chi si è ricevuto il premio
3) indicare perchè è nato il proprio blog
4) indicare il nome di 7 blog amici che meritano questo premio!!
grazie mille i miei premiati sono:
Scritto da vivipecorella85 alle 17:48 per la categoria premi
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Il primo passo verso la follia è credersi saggio
Scritto da vivipecorella85 alle 17:33 per la categoria frasi
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qualcuno dice che partire è sempre un po’ morire. e forse quel qualcuno aveva ragione. in fondo è proprio cosi, tutte le volte che si affronta un viaggio, l'intento e quello di lasciarci alle spalle qualcosa che ci ha segnato la vita sia nel bene che nel male. ma viaggiare non significa solo abbandonare qualcosa, a volte intraprendere un viaggio significa affrontare i fantasmi della vita, quei fantasmi che fanno paura e che troppe poche volte siamo capaci di guardare in faccia.
Il viaggiare racchiude in se la metafora stessa della vita, in quanto la vita è fatta di tappe, tappe che possono essere raffigurate dalle stesse stazioni ferroviarie, dove il treno a volte si ferma per periodi troppo lunghi, a volte passa troppo velocemente. Le quattro stazioni principali della vita, di sicuro possono essere rappresentate dalla nascita, l’adolescenza, la maturità ed inevitabilmente dalla vecchiaia. Queste sono le tappe principale di un viaggio che dovrebbe essere lineare, ma usare il condizionale è d’obbligo. Tra una stazione principale è l’altra, ce ne sono tante più piccole, che aiuto o costringono l’essere umano a crescere, cambiare, modificarsi a seconda delle esigenze che la società o le stesse persone ci impongono di fare.
certo che non si può incolpare la società dei cambiamenti dell’uomo, in quanto il cambiamento è dell’uomo, è sito in lui senza che qualcuno lo imprimi all’interno della sua mente. Il cambiamento è la normalità per crescere. E qui inevitabilmente il discorso ricade sulla metafora del viaggiare o del viaggio che l’uomo fa durante il cammino della vita. Ma un problema principale è quello di capire quali tappe della vita aiutano il mutamento e quali invece ancorino l’uomo in una stasi non produttiva. Tuttavia, non bisogna pensare che il viaggio sia solo il percorsi di maturazione di un individuo, ovvero un percorso esclusivamente meditativo su cosa sia giusto o sbagliato, o quale sia la stazione dove bisogna passare più tempo rispetto ad altre. Il viaggio dell’uomo è anche fatto di momenti, che anche se limitati, regalano la spensieratezza di un vivere sereno. E di sicuro prima della meditazione deve esserci la serenità, il divertimento di camminare avanti e scoprire quello che ancora non sappiamo.
Concludo dicendo che lo scopo del viaggio è quello di cercare di capire esattamente qual è il punto di inzio, ma soprattutto la meta che si vuole raggiungere, restando comunque fermi su quella meta non permettendo cosi a nessuno di deviare il nostro percorso, o comunque affrontare i muri, che apparentemente ci sembrano invalicabili, ed andare avanti. Cosi a quel punto il viaggio diventa anche un mezzo di scoperta delle nostre capacità e dei nostri limiti, ed una sfida a cercare, una volta superati i vecchi, di nuovi.
Scritto da vivipecorella85 alle 22:09 per la categoria storie, universitÃ
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2008...
un anno da dimenticare, un anno che maledico, un anno che mi ha fatto soffrire maledettamente da come è iniziato. Ma come i miei giorni, cosi il mio anno è cominciato malissimo con mio padre che è stato male, la mia ex che mi lasciava, gli esami e la tesi che non andavano, finito però nel migliore dei modi, con l'aver ritrovato l'amore perduto da tempo. Il 2008 è stato qualcosa di sconvolgente per me. L’università era diventata solo un passatempo, nulla di importante. Pensavo solo a divertirmi, divertirmi per dimenticare quella che non era più vita per me. Un anno dove ho pianto più degli altri anni, un anno dove ho sofferto, un anno dove le persona mi hanno fatto soffrire, un anno dove non riuscivo a stare bene nemmeno con la mia famiglia, tanto che durante l’estate sono dovuta scappare via per rifugiarmi a Catania, lontana da tutti ma vicina ad una persona che con la quale avevo un rapporto virtuale da 5 anni. Ed anche vicina ad una persona che, conosciuta in giugno mi aveva restituito la felicità, ma anche tanta sofferenza, una persona a cui ho tenuto dal primo giorno e ci tengo ancora a lei da morire. Ed è stata la vacanza più bella della mia vita, una vacanza che mi ha reso libera e felice davvero di tutto.
Ho camminato nel buio per ritrovare e dare luce a me stessa ed ad altri. Ho protetto dal buio della notte e sono stata protetta. E dico grazie.
Un anno che mi ha fatto conoscere la persona di cui mi sono innamorata, lei adesso fa parte del mio cuore, lei adesso desidero, lei adesso bramo e voglio. E la ringrazio di essere entrata di prepotenza nella mia vita senza lasciarmi possibilità di scelta. Per avermi scritto un sms dove mi implorava di non ignorarla, ed ho fatto bene a seguire l’istinto. Ed adesso mi batte forte il cuore. Finisco un anno bruttissimo con lei che amo, e ne inizio uno nuovo con lei accanto. Sperando di poterlo finire e continuare con lei.
Alla fine il tempo passato serve solo per crescere, modificarsi e migliorarsi.
Scritto da vivipecorella85 alle 23:18 per la categoria io
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