non amare colui che ti guarda e sorride.. ma ama colui che in silenzio guarda i tuoi occhi e piange...

venerdì, 27 novembre 2009


marilina.. io per te ho fatto tutto ed anche di più di quello che avrei potuto fare... ho affrontato tutto e tutti per di vederti.. pur di stare con te... pur di vivere per un momento del tuo respiro... e lo sai...lo sai bene.. e sinceramente di tua madre a me non me ne frega nulla.. pò formi ciò che vuole dire e pensare tutto quello che vuole... come tutte le altre persone che si sono messe contro di noi... ho fatto solo uno sbaglio.. poggiarmi a te per una mia stupida debolezza... e poggiarmi a te è stato sbagliato... vedevo in te un punto fermo nella mia vita che va sempre troppo veloce...ho posato lo sguardo su di te... Tu mi hai fatto posare lo sguardo su di te... ti ho desiderata e cercata... voluta... ho camminato troppo in fretta all'inizio...ma poi tu mi hai messo addosso dei pesi dei fardelli che non mi hanno fatto essere chi ero...per essere quello che in parte tu volevi e nemmeno questo è andato bene...

ho parlato con una tua amica.. e tu hai portato un lutto e non so nemmeno per quale cazzo di motivo tu te la sia presa cosi tanto... dato che comunque quella testa di cazzo di roberta che ha fatto tanto l'amica del cazzo... e qui dico alla faccia dei 26 anni di maturità... ha solo fatto il suo gioco.. ed io non posso pensarla diversamente... ma proprio no.

 

mi hai piantato in asso in una città che non conosco in una città che mi fa paura.. mi hai lasciato solo... sei andata via insieme al resto del mondo.. pensando come al solito solo a te stessa... nemmeno in quello circostanza ai pensato a me... a come potessi sentirmi io... a quanto cazzo di merda mi hai trattata... non ti è venuto minimamente in testa che io avessi messo tutto da parte pure di starti ancora un secondo vicino... tutto da parte.. sei venuta tu prima del mio orgoglio, prima della mia famiglia, prima degli amici.... sto provando rancore per te... un rancore che mi sta massacrando... ed ancora oggi mi proibisci di chiamarti di sentirti.. solo perchè tu vuoi proteggere me.. ma sei sicura di proteggere me...?? oppure stai ancora una volta proteggendo te stessa da tua madre?? stai protengendo il tuo mondo che è a milioni e milioni di chilometri di distanza dal resto..?? tu non puoi vivere ciò che sei... chi veramente sei.. e non parlo del fatto di essere lesbica o etero o gay... ma solo te stessa... ma il fatto che tu non possa farlo.. non ti da il diritto di non far vivere gli altri per quello che sono... non ti ha dato il diritto di tapparmi e di continuarmi a tappare le ali... mi hai fatto male.. tu mi hai fatto male e da te non me lo sarei mai aspettata... mai... ed ho un fottutissimo problema.... io credo ancora in te... e ci crederò per il resto della mia vita... ed io non penso di averti fatto lo stesso male... non penso proprio... perchè tu adesso non ci pensi... non hai voglia di parlarne... non ti importa nulla... ti ho tratta come se fossi un fiore raro... e tu mi hai tratta come se fossi una persona qualunque passata per caso o per sbaglio nella tua vita.

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Ore 13:49
storie, dolore, io , te

domenica, 04 gennaio 2009


qualcuno dice che partire è sempre un po’ morire. e forse quel qualcuno aveva ragione. in fondo è proprio cosi, tutte le volte che si affronta un viaggio, l'intento e quello di lasciarci alle spalle qualcosa che ci ha segnato la vita sia nel bene che nel male. ma viaggiare non significa solo abbandonare qualcosa, a volte intraprendere un viaggio significa affrontare i fantasmi della vita, quei fantasmi che fanno paura e che troppe poche volte siamo capaci di guardare in faccia.
 
Il viaggiare racchiude in se la metafora stessa della vita, in quanto la vita è fatta di tappe, tappe che possono essere raffigurate dalle stesse stazioni ferroviarie, dove il treno a volte si ferma per periodi troppo lunghi, a volte passa troppo velocemente. Le quattro stazioni principali della vita, di sicuro possono essere rappresentate dalla nascita, l’adolescenza, la maturità ed inevitabilmente dalla vecchiaia. Queste sono le tappe principale di un viaggio che dovrebbe essere lineare, ma usare il condizionale è d’obbligo. Tra una stazione principale è l’altra, ce ne sono tante più piccole, che aiuto o costringono l’essere umano a crescere, cambiare, modificarsi a seconda delle esigenze che la società o le stesse persone ci impongono di fare.
 
certo che non si può incolpare la società dei cambiamenti dell’uomo, in quanto il cambiamento è dell’uomo, è sito in lui senza che qualcuno lo imprimi all’interno della sua mente. Il cambiamento è la normalità per crescere. E qui inevitabilmente il discorso ricade sulla metafora del viaggiare o del viaggio che l’uomo fa durante il cammino della vita. Ma un problema principale è quello di capire quali tappe della vita aiutano il mutamento e quali invece ancorino l’uomo in una stasi non produttiva. Tuttavia, non bisogna pensare che il viaggio sia solo il percorsi di maturazione di un individuo, ovvero un percorso esclusivamente meditativo su cosa sia giusto o sbagliato, o quale sia la stazione dove bisogna passare più tempo rispetto ad altre. Il viaggio dell’uomo è anche fatto di momenti, che anche se limitati, regalano la spensieratezza di un vivere sereno. E di sicuro prima della meditazione deve esserci la serenità, il divertimento di camminare avanti e scoprire quello che ancora non sappiamo.
 
Concludo dicendo che lo scopo del viaggio è quello di cercare di capire esattamente qual è il punto di inzio, ma soprattutto la meta che si vuole raggiungere, restando comunque fermi su quella meta non permettendo cosi a nessuno di deviare il nostro percorso, o comunque affrontare i muri, che apparentemente ci sembrano invalicabili, ed andare avanti. Cosi a quel punto il viaggio diventa anche un mezzo di scoperta delle nostre capacità e dei nostri limiti, ed una sfida a cercare, una volta superati i vecchi, di nuovi.

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Ore 22:09
storie, università

domenica, 20 luglio 2008


Chi sono?
Forse un fantasma che cammina lentamente nel buio.. senza un lamento cercando i cuori puri nella falsità delle parole.. cercando in un tocco che attraversa le membra, di carne e ossa, per arrivare a sfiorare l’anima della gente.. anima che a volte fugge perché impaurita.. anima che a volte è temeraria perché forte.. anima che a volte è impura perché corrotta...
Eppure come un fantasma vago in cerca della mia memoria.. in cerca dei miei ricordi.. ricordi che si sono lentamente sbiaditi per poi essere definitivamente cancellati.. ricordi che adesso ricerco.. ricordi di un amore.. che per quanto sofferto era puro… oppure credevo che fosse puro…
Passo muri, porte e finestre senza rendermi conto che una volta non potevo farlo.. adesso tutto posso attraversarlo senza nessuna difficoltà..
Ma la mia difficoltà stà nel cercare e nel non trovare.. quel pezzo di vita che per quanto mi ha trafitto l’anima ed ucciso.. ha lasciato comunque in me un segno del suo travagliato passaggio…
 
 

sussurrato da vivipecorella85
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Ore 02:45
storie

lunedì, 04 febbraio 2008


Una volta, un maestro, fece una macchiolina nera su un grande foglio bianco. Lo mostrò agli allievi e chiese: "Che cosa vedete?" "Una macchia nera." Risposero in coro. "Avete visto tutti una macchia nera" ribatte il maestro, "e nessuno ha visto il grande foglio bianco". La vita è una serie di momenti, il vero successo sta nel viverli tutti. Non rischiare di perdere il grande foglio bianco per inseguire una piccola macchia nera

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Ore 17:56
storie

sabato, 12 gennaio 2008


Sono qui solo per narrarvi la storia di duelli causati da amori, e d’amori nati da duelli… amore e guerra. voi quale di questi preferite!?
 
Correva il 14° giorno - 6° mese - 1° anno… Ero lì dove prima vi era la Foce della Lài, e dove adesso dopo il cataclisma vi è la Piazza del Portale se non erro, ma tralasciando gli aspetti geografici del Gran Ducato inizio il mio racconto.
Era una giornata di sole, i raggi illuminavano tutto il loco, che come sempre era pieno di gente festante, di nani, mezzielfi, umani, angeli, fate, elfi e i loro eterni nemici, i drow. Vi era un chiacchiericcio generale di gente, d’urla di gioia, di voli d’angeli e di una brezza leggera che sfiorava i visi, le vesti e le chiome di tutti…
Poco distante da tutto questo, sulla collina distante qualche passo dal piacevole rumore della gente, e dallo splendido suono che le acque facevano risuonare nell’aere, vi erano una giovane Elfa e il suo amante. Erano seduti abbracciati sotto il salice che li riparava dal sole, entrambi sognanti negli occhi dell’altro. Le loro mani s’intrecciavano. L’elfo passava delicatamente la mano libera sul volto della lady, spostandogli dolcemente i lunghi capelli argentei dietro le orecchie elifiche, si avvicinò piano al suo volto e con le dolci labbra sfiorò le sue… io due amanti si stringevano in un abbraccio e con un mielato bacio si scambiarono quasi le anime… l’elfo decantava alla sua donna parole dolci e di rispetto… il vento li avvolgeva ed entrambi, parlavano di come sarebbe stato il loro futuro…
Ma ad un tratto tutta la magia che girava intorno al loro amore, vene disgustosamente spezzata da un commento di un drow verso la fanciulla. Il cavigliere che era accanto all’Elfa, comincia il suo inutile tentativo di cerca di allontanare il drow con gentili parole. Ma tutto questo non bastò. Il drow smontò allora dal suo destriero avvicinandosi ancora di più ai due, afferrando poi per un braccio la lady che quasi impotente nei confronti del possente drow rimase immobile.
Fu cosi che l’elfo per onore e per amore, minaccio il drow di ucciderlo se non avesse lasciato la lady. Il drow fu allora come invitato a mozze da tale minaccia, allontanò l’Elfa spingendola per terra e facendole del male. Il drow mise mano sotto il suo mantello e afferrando con decisione l’elsa della sua bastarda la sfoderò e puntò con decisione verso il corpo dell’elfo, che con agilità anch’egli sfoderò la sua scimitarra e la poggiò lesto contro la bastarda del drow.
I due valorosi guerrieri cominciano a combattere con estrema tenacia. L’abilità dell’elfo come si sa è superiore a quella di un drow. Il drow scagliò il primo attacco al fianco destro dell’elfo e avvedendosi di tale iniziativa, riuscì con scatto fulmino a parere il colpo e subito ad attaccare portando un colpo allo stesso fianco destro del drow, ma anch’egli riuscì ad evitare la sciabola s’infilasse nella carne provocandogli forse una ferita non di poca entità. La povera Elfa stesa sul terreno era inerme e il suo dolce volto era rigato dalle lacrime, di certo versate per il suo amante. Gli gridava a squarcia gola °°Stà attento amore mio°° e ad ogni attacco del drow un sussulto faceva vibrare il suo corpo.
Il combattimento fu duro e aspro, i colpi di spada e di sciabola si susseguivano incessantemente. Quando ad un tratto il drow fu cosi vicino all’elfo che con un colpo di bastarda la fece radere al suolo. L’elfo allora sentì il colpo infertogli e urlò dal dolore. Ma non si arrese, si rialzò a fatica con un braccio sanguinante. Egli però raccolse le forze.. afferrò la scimitarra con entrambe le mani, tirò fuori un urlo di battaglia e si diresse verso il drow con decisione. Ma tutto questo non servì. Il drow riuscì a parare il colpo che era diretto proprio al sua collo, e furtivo lascio con una mano la bastarda e prese dalla cintura un pugnale che infilò dritto nel corpo dell’elfo. L’elfo rimase pietrificato, i suoi occhi quasi uscivano fuori delle orbite.. lasciò cadere la scimitarra al suolo.. indietreggiò di qualche passo e poi cadde a terra. Il drow cominciò a sghignazzare dicendo °° questo è ciò che meriti°°, indi ripose la bastarda nel fodero, si avvicinò al corpo dell’elfo estrasse il pugnale, lo ripulì dal sangue e ripose anch’esso, poi rimontò in sella al suo destriero e ridendo andò via.
 
L’Elfa assistette a tutta la scena, e al colpo mortale si coprì il volto e cominciò a piangere ancor di più. si avvicino al corpo sanguinante del proprio amato.. e si sdraiò su di lui.. appena l’elfo riuscì a pronunciare delle parole prima di spirare °°Ti amo amore mio°° con queste parole chiuse gli occhi e il suo corpo non diede più segni di vita. L’Elfa rimase per ore lì a piangere e a gridare quanto anche lei lo amasse, ma tutto ciò era inutile….non poteva più sentirla.

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Ore 23:57
storie

domenica, 29 luglio 2007


Ho passato tutta la sera con le mie amiche. una di loro aveva il tuo profumo. ci ho bevuto sopra, e ora ascolto il rumore della pioggia sulle mie mani. Se chiudo gli occhi entro in un altro mondo, fatto di giullari mascherati che mi girano attorno. Scendo dalla macchina e il glicine in fiore emana il suo profumo più delicato, ma intenso,intenso, intenso. assaporo la pioggia, la unisco all’odore, creo il profumo della purezza.
È l’invano tentativo di un momento sublime nella vita senza conferme di una povera sfigata.
Adoro soffermarmi sotto cosa. ogni tanto guardo le stelle, osservo quanto è vicino il cielo, quanto è infinito, quanto è lontano. Un vorticoso squilibrio di idee governa il regno della mia razionalità. la realtà gira, si volta, si trasforma, cambia maschera. evolve in un tutt’uno simbolico con l’irreale prospettiva del mio regno di favole. Non trovo valore nelle cose. non ho fede nè speranza, non credo alle divinità e mi raggomitolo sempre più in me stessa.
Non c’è più amore nella mia anima.
Vedo la realtà come un giocattolo complesso che posso scegliere di distruggere o di cercare di capire. Per quanto mi riguarda, nel tentativo di capire, ho perso la pazienza, cosi lo mordo e lo butto a terra, e nella mia furia nessuno sarà in grado di fermarmi capire che, forse, quel gioco una sua logica l’aveva

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Ore 17:41
pensieri, storie


QUALCOSA DI ME

mi interssa guardare il cielo d'estate dopo una pioggia che ha porato via il caldo del mattino.. guardare gli occhi della gente e scoprire quanta verità c'è in loro..volare attraverso i pensieri oltre muri invallicabili.. e gridare di essere felice...


AMO

Amo ciò che mi fa sorridere il cuore.. ciò che mi rende felice.. ciò che non può essere spiegato.. amo tutto ciò che mi può trasmettere fiducia..


ODIO

La falsità che inganna la gente, l'odio che uccide, l'ipocrisia che offende.


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FRASI

Sogno di volare a braccia aperte sotto un cielo colorato di stelle, con un sogno nel cuore che mi trasmetta amore, sognando un giorno la libertà di amore senza timore sperando in un mondo che non c'è io tornerò da te...


Mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello. E con l'anima entrerò nella tua casa. Entro di corsa nella segreta casa


E scambiare due parole brevi con la notte blu de benzinai io ti baciavo mentre tu piangevi e adesso che io piango tu chi bacerai


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Musica

tutta la musica.. perchè la musica pltre ad essere musica è anche magia....

DESIDERI

vorrei solo poter volare...


Volevo amare e l'ho fatto


Varie ed eventuali

sai sono chiusa in questa stanza con solo una speranza, che mi da vita e gioia, senza odire le persone che mi hanno rinchiusa qui dentro, nel silenzio di quattro mura..




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